amarcordDimitrimezza maratona

Sessanta ma non le dimostra!

Sessanta mezze maratone o maratonine che dir si voglia, sessanta volte i 21,097 km che sono la mia distanza preferita, quella che nel tempo ho più imparato a capire, rispettare, attaccare, resistere.
Sessanta volte al traguardo comunque sia, una volta da infortunato, poche volte crollando nel finale, qualche volta in progressione, tante volte resistendo ai chilometri che passano, sempre stringendo i denti fino all’ultimo.
Una fantastica storia, che vorrei continuasse ancora.
La prima, a Milano il 10 aprile 2005: con Andrea e zia Fulvia abbiamo dormito la notte precedente da zio Giordano a Cinisello Balsamo, è stata l’ultima volta che l’ho visto. Mi chiese con molto tatto se avessi trovato una compagna di vita, al mio no mi disse con tanta delicatezza che il momento sarebbe arrivato da solo.
L’ultima, a Lubiana due giorni fa, accompagnato da Manu, con Emma ed Agnese a riempirci le giornate ovviamente presenti anche loro. E ovviamente corsa… con Andrea.
A Milano conclusi in poco più di 1h33′, a Lubiana… lo stesso. Intanto 20 anni sono passati, ho corso sempre quando ho potuto, ma non ho potuto sempre. Il sogno della mezza maratona è però rimasto sempre vivo anche nei momenti più duri, legati ad infortuni più o meno lunghi. Keep the dream alive, cantavano gli Oasis e lo canto anch’io: avanti tutta, sempre alla ricerca del proprio meglio del momento.
La più lenta, corsa da infortunato, ad Ossiach nell’estate del 2006, ovviamente con… Andrea. E’ l’unico pettorale che manca alla mia collezione, forse gli organizzatori l’hanno ritirato al traguardo per poi riutilizzarlo in qualche edizione successiva, forse l’ho infilato in un cestino, non mi ricordo ma non credo: la medaglia di allora è intatta a casa mia. Andrea concluse con un tempone, si rifocillò al traguardo e poi, nel buio, venne di corsa a cercarmi per accompagnarmi negli ultimi chilometri.
La più veloce, a Dolo nel 2012: sapevo che avrei centrato il personale, ne ero completamente sicuro, mai avuto nè prima nè dopo una consapevolezza simile. In allenamento viaggiavo come un treno, quella mattina mi accompagnò Manu con Emma nel pancino, assieme a Dina e Sergio. Mi videro alla partenza, a metà gara dall’altra parte del ponte sul Brenta, e poi all’arrivo: una corsa sempre in vantaggio, ma un po’ di paura nel finale quando mi resi conto che GPS e segnaletica non andavano d’accordo. Il traguardo non arrivava mai, alla fine fu record lo stesso: 1h29’19”.
La più lontana e la più partecipata: Budapest, il mese scorso. Un ricordo meraviglioso che rimarrà sempre con me in una città che mi è entrata nel cuore.
In mezzo tante storie, sempre diverse, la maggior parte delle volte finite sfinito e con il sorriso sulle labbra.
Alla prossima volta!

Dimitri

Ho corso la mia prima maratona a Venezia nel 1998 e continuo a correre nel 2026. Ho ideato e curato il sito "Only Top Runners" nel 2005 parlando delle corse mie e dei miei amici; nel 2013 il sito è diventato un blog. Ho corso in totale 11 maratone, 61 mezze maratone ed una 30 km.

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