Carico verso Trieste
La Mujalonga di domenica scorsa ha lasciato piacevoli sensazioni che continuano a farsi sentire… ha lasciato anche le gambe leggermente pesanti, specialmente lunedì sera, ma spero di avere superato la fatica con i due allenamenti lenti di lunedì e martedì. Oggi riproverò a spingere un po’ e poi sarà riposo (o quasi…) fino a domenica mattina, quando alle 9.50 scatterà da Duino la maratonina di Trieste, che mi vedrà immerso nella folla dei soliti 3000… con me ci sarà Roberto, probabilmente Maurizio, chissà che anche Nicola non ci faccia una sorpresina… non ci credo ma me lo auguro.
Sarà la mia quinta partecipazione, ricordo molto bene tutte le altre, in generale vi posso dire che si respira un’aria entusiasmante, lungo tutto il percorso, al traguardo, in generale in ogni aspetto organizzativo, anche semplicemente al ritiro dei pettorali. Correre lungo la strada costiera chiusa al traffico è emozionante, arrivare in piazza Unità piena di gente altrettanto…
E’ una gara che non ho mai digerito appieno dal punto di vista tattico, con una discreta salita iniziale, la lunga discesa, gli ultimi 7 km in piano da Miramare all’arrivo: ho ottenuto buoni tempi in passato (1h30’34” nel 2012 il meglio) ma sempre con grosse sofferenze nella parte finale di gara.
Obiettivi di quest’anno? Non me li pongo dal punto di vista cronometrico, anche se fin dall’inizio della preparazione ho sperato che il picco della forma coincidesse con la maratonina di Jesolo che deve venire… detto questo non voglio tirarmi indietro, è una gara e come tale la interpreterò, provando ad arrivare più davanti possibile. Una cosa però me la devo mettere bene chiara in testa: non voglio sentirmi “finito” al quindicesimo km come nelle altre occasioni triestine, se così fosse mi siedo su una panchina a Barcola e ammiro il panorama… scherzi a parte, voglio impostare la gara diversamente dal passato; so di soffrire la salita iniziale? E allora la prenderò con filosofia, vedrò di non esagerare in discesa, a Miramare tireremo le somme: se ce n’è… via libera, spingiamo. L’importante sarà arrivare al traguardo con le gambe integre ed in spinta. Non voglio condizionare le settimane successive. Chissà che proprio questo non sia il modo per fare una grande gara anche qui.
