Dimitri

Il pellegrinaggio di Armando

Conosco Armando da qualche anno, da quando corro con il suo gruppo le staffette 24 per un’ora di Fagagna e, saltuariamente, Buttrio. E’ stato un piacere averlo conosciuto sia come persona sia per tutti gli aneddoti che, da esperto maratoneta e ultra-maratoneta qual è, sa raccontare con autentica e coinvolgente passione. Già l’anno scorso mi aveva descritto questo “pellegrinaggio” di cui vi parlo oggi, ed il mese scorso a Fagagna quando ci siamo rivisti ho voluto chiedergli se anche quest’anno l’impresa, perchè di questo si tratta, fosse stata portata a termine. La risposta è stata affermativa, ma non solo: Armando ha specificato che ogni anno il pellegrinaggio da podista primaverile viene ripetuto, con l’aggiunta di un bel po’ di chilometri, anche in bicicletta d’estate. Ve lo descrivo, per quello che mi ricordo, sapendo di non poterlo rendere reale non avendolo mai vissuto personalmente.
Ebbene, la vigilia di Pasqua, di notte, il buon Armando mette la sveglia. Spero per lui che la colazione sia abbondante. Dopo di che partenza in auto fino alla stazione ferroviaria di Tarcento e parcheggio. Da qui rimane da solo, immerso nella natura e nella sua fatica per 10-11 ore, con la compagnia di un marsupio con qualche frutto, mentre per l’acqua Armando conosce a menadito la posizione delle fontanelle lungo il percorso. Da Tarcento imbocca la strada che porta alla Alta Valle del Torre, fino a passo Tanamea e successivamente al confine con la Slovenia. Ve la posso brevemente descrivere per averla percorsa un’unica volta, in mountain bike, con un mio collega di lavoro una quindicina d’anni fa: mi ricordo di un paesaggio rude, affascinante, dove mano a mano che la salita scorre diminuiscono i contatti con il mondo, e case e traffico diventano un ricordo. Salita dura, non impossibile, che ricordo di aver completato con fatica. Ma raggiunto passo Tanamea Armando prosegue in un falsopiano fino ad Uccea, per poi sconfinare in Slovenia e buttarsi in discesa verso la valle dell’Isonzo. Raggiunta la statale, gira a sinistra verso Bovec, da qui di nuovo salita, posso immaginare quanto difficile, fino al passo del Predil con conseguente rientro in Italia.  Da qui, dev’essere proprio uno scherzo raggiungere prima i laghi del Predil e successivamente la stazione di Tarvisio, dove arrivare assolutamente entro una certa ora del pomeriggio per prendere l’unico treno che lo possa riportare all’auto a Tarcento. Se non ricordo male un totale di 73 km, che negli ultimi anni copre in circa 11 ore (qualche anno fa le ore erano 9, poteva dormire di più e partire un po’ più tardi!)
Non bastasse, Armando mi ha appunto raccontato che d’estate, in bicicletta, parte da casa sua a Cervignano del Friuli, raggiunge Tarcento e ripete il percorso già descritto.
Per chi volesse, Armando mi ha rivelato di cercare buona compagnia per gli anni a venire. Datevi da fare!

Dimitri

Ho corso la mia prima maratona a Venezia nel 1998 e continuo a correre nel 2026. Ho ideato e curato il sito "Only Top Runners" nel 2005 parlando delle corse mie e dei miei amici; nel 2013 il sito è diventato un blog. Ho corso in totale 11 maratone, 61 mezze maratone ed una 30 km.

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