Alberoni 9k 2026
Prima gara dell’anno, prima gara da cinquantenne. Primo riscaldamento con Martin che detta il ritmo, io ed Andrea a seguire. Tante vecchie conoscenze ritrovate piacevolmente. Manu al ristoro, Emma ed Agnese a mangiare i dolci del ristoro. E poi a 300 metri dal traguardo un incitamento insperato: “vai Dimi!” I suoceri che stavano passeggiando lì, per i fatti loro, che mi vedono correre e mi danno le forze per l’ultimo sprint. Partenza a tutta, senza pensarci su. Un gruppetto da paura: con me i compagni di squadra Alessio con cui avevo corso assieme un’intera maratonina di Palmanova tanti anni fa; Maurizio che detta il ritmo; sento Nicola che mi fa da ombra; sento la voce di Roberto e intuisco che c’è anche Max. Il ritmo al quarto mi sembra scendere e provo una scrollata di cui mi pento un chilometro dopo. Ritorno dopo il giro di boa, soffro la risalita sull’argine, perdo Alessio, mi sorpassa Max, tengo Nicola a fatica poi perdo il contatto. Un bellissimo percorso ed un’ottima organizzazione da parte della mia società, l’Atletica Monfalcone. Peccato questo venticello che arriva dal mare e ora soffia contro, è niente ma ora sotto sforzo mi provoca parecchio fastidio. Recupero quei due metri che avevo perso da Nicola, deviazione verso punta Barene, corro sotto l’argine. Passo Nicola che probabilmente si stacca, un paio di runner mi superano, io prendo i compagni di squadra Sergio e Massimo. Mancano 1,3 km di ciclabile asfaltata, ora, ad averne, si può spingere. Spingo cercando di mantenere la posizione, riesco a staccare Sergio e Massimo, Nicola non rientra ma subisco due sorpassi. “Vai papà” mi urla Agnese a 50 metri dalla fine, ormai è fatta.
Posso fare un piccolo bilancio dopo il primo mese di allenamenti verso la mezza di Trieste: ho incrementato di molto la mia velocità, agli Alberoni 9km a 4’16” di media; ora altri due mesi per cercare di mantenere il ritmo alto per 21km. Ho corso in maniera piuttosto spregiudicata, la gara era corta e l’ho vissuta così, quasi “alla Andrea”. Inoltre mi dà stimolo e soddisfazione sapere che le “bimbe” vedono papà ancora combattivo, e questa è una grande spinta motivazionale che si aggiunge alle altre. Avanti così!
