Dimitri

Lungo tra laguna e mare

Avevo tanta ruggine sugli allenamenti lunghi, ma con l’avvicinarsi all’orizzonte della maratona di Budapest di ottobre ho deciso di rispolverare il ricordo della fatica prolungata, in modo che il mio corpo inizi ad abituarsi all’idea che l’estate sarà scoppiettante…
E così ho concluso il primo mezzo secolo con i due allenamenti più lunghi del decennio: 30 km il 17 gennaio che ho replicato stamattina. Avrei voluto correre questo lungo venerdì prossimo, ma le previsioni parlano di pioggia, oggi invece la mattinata è stata una meraviglia, ed avevo bisogno di correre al sole, il più possibile in mezzo alla natura.
Manu mi ha accompagnato in auto per ristori e foto ricordo, inoltre averla sempre (più o meno) a tiro è stato di aiuto psicologico nei momenti più duri, che in effetti ci sono stati.
A dicembre i 26km erano stati una passeggiata o quasi, i 30km di gennaio non erano stati affatto malvagi, con un piccolo incremento di velocità negli ultimi 6km.
Stamattina colazione presto e partenza verso le 9:30, cercando di iniziare a simulare gli orari della gara. Ieri avevo mangiato parecchi carboidrati, ma in maniera un po’ disordinata essendo stato fuori tutto il giorno.
Sono partito da casa per i miei soliti amati percorsi, ciclabile fino ad Aquileia e da qui ciclabile verso Grado.
I primi km sono stati molto rilassanti, poca gente in giro, un sole splendente e voglia di correre. E di spingere, anche troppo. Mi sono detto subito che l’avrei probabilmente pagata, ma ho assecondato abbastanza la mia indole del momento. Con Manu avevo appuntamento dopo Belvedere, un attimo prima del pontile. Le avevo detto: “Sono 8km esatti, arriverò dopo circa 40 minuti”. Detto fatto: dopo 40 minuti ero là, ed in contemporanea è arrivata lei. Non volevo fermare la corsa per aspettarla con il tè caldo, ero ancora fresco e le ho detto di vederci al secondo appuntamento, al distributore appena entrati in Grado.
Il ponte sulla laguna, con il lucicchio del sole sull’acqua è stato distensivo, sull’isolotto a destra la meraviglia di almeno un centinaio di cigni riparati nella tranquillità di un piccolo golfo. Da metà ponte ho iniziato a sentire la bora fredda arrivare da nord-est alla mia sinistra, non un bel presagio visto il percorso che volevo percorrere.
Sono arrivato a Grado passando i lavori per il nuovo tratto di ciclabile sul ponte, discesa e distributore dove Manu mi ha allungato il tè: termos non impeccabile, mi sono sbrodolato tutto, qualcosa sono riuscito a bere e via, “ci vediamo all’ingresso della spiaggia a Grado Bosco”. Ho pensato alla ventina di secondi persi al ristoro… ma chi se ne frega? Mica sono in gara? Ogni tanto la mente va per le sue, bisogna riportarla sulla retta via.
Vento contrario, non forte ma fastidioso e ho pensato che mi avrebbe accompagnato fino alla fine vista la mia direzione verso est. Sono giunto in pochi minuti all’ingresso della spiaggia, ho individuato l’auto ma Manu era dentro, sorpresa dal mio arrivo così veloce… “Non ti preoccupare, ci vediamo alla fine di Grado Pineta”. Entrato in spiaggia sono stato invaso dall’incanto del mare e dal vento, che senza ostacoli si faceva sentire. Ho corso rilassato lungo Grado Bosco e poi Grado Pineta, diverse persone avevano aprofittato della giornata per una passeggiata lungo il mare. Al termine della spiaggia sono rientrato verso la Monfalcone-Grado, e qui Manu mi aspettava per le foto, speranzoso le ho chiesto del tè senza fermarmi, mi ha raggiunto e ho potuto bere un po’ meglio. “Ci vediamo da Renata pesce&polenta” ed ho girato a destra, invece di prendere la ciclabile, in uno sterrato lungo il mare. Parte bellissima, l’acqua sotto di me era limpida, ma il vento ora era un problema, così come il fondo irregolare che non ho gradito molto. Ho cercato di concentrarmi su di me, sono stati un paio di km duri mentre mi avvicinavo ai 20. Ad un certo punto ho salutato il mare, girando a sinistra per immettermi sulla ciclabile all’altezza del campeggio di Punta Spin; di lì in poi, vento contrario ma in alcuni tratti riparato, ho pensato alla bella gara di Emma ieri, ad Agnese che ci ha detto che la prossima volta vuole gareggiare anche lei; ho pensato a Djokovic che non molla contro i nuovi campioni che hanno 15 anni meno di lui… non si può mollare. Ho superato i campeggi per poi salire sul ponte sul canale Primero, quindi discesa e ciclabile ancora: Manu era laggiù, di nuovo il termos, mi è sfuggito dalla presa dei guanti e ne ho rovesciato un altro po’… non era destino. Qualche goccia sono riuscito comunque a berla finendolo, “ci vediamo al centro visite della Val Cavanata” ma Manu si è accostata prima offrendomi la borraccia, mi ero preparato acqua calda con due cucchiaini di magnesio. Ho tenuto per mezzo km la borraccia in mano, bevendo ogni tanto. 24 km e fatica chiaramente, sapevo che l’avrei pagata e adesso temevo di aver ragione. Ho restituito la borraccia e abbiamo girato verso il mare, seguendo il canale Averto. Altra meraviglia per la vista nella pace e quiete totali, dove sono riuscito ancora a tenere bene il ritmo arrivando fino all’argine: l’idea era quella di salirci sopra e proseguire verso il Caneo e Punta Barene per completare almeno 30km. Purtroppo però la ciclabile sopra l’argine era chiusa per lavori, la stanno sistemando e stanno togliendo i rifiuti abbandonati lì. Sono rimasto di sotto, con Manu che mi dettava il ritmo in auto. Ad un certo punto abbiamo visto una ruspa in lontananza che occupava l’intera carreggiata ed abbiamo deciso di girare a sinistra in via Buie tornando indietro verso il centro di Fossalon… lungo rettilieno anonimo in mezzo al niente, gli ultimi due km abbondanti sono stati una grande sofferenza, ma sono riuscito comunque a tenere il ritmo e ad arrivare in fondo alla via dove, al trentesimo km, mi sono fermato.
Ora qualche giorno di recupero; questo è stato l’ultimo allenamento lungo per un po’ di tempo: ne riparleremo dopo maggio, adesso so che così, senza una preparazione specifica, reggo i 30 km. Oggi è stato più faticoso della volta precedente, specialmente il dopo corsa è stato duro, mentre a livello muscolare va tutto bene. Però oggi ho impiegato due minuti in meno e sicuramente anche il vento ha avuto il suo peso. Molto bene così.

Dimitri

Ho corso la mia prima maratona a Venezia nel 1998 e continuo a correre nel 2026. Ho ideato e curato il sito "Only Top Runners" nel 2005 parlando delle corse mie e dei miei amici; nel 2013 il sito è diventato un blog. Ho corso in totale 11 maratone, 61 mezze maratone ed una 30 km.

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