Keep The Dream Alive Tour25ora

24 per 1 ora Udine 2025

Domenica scorsa dopo la stanchezza fisica e mentale della maratonina di Palmanova mi ero convinto a correre l’ora nella staffetta per Telethon a Udine senza inseguire un risultato ma soltanto per ritornare in squadra dopo vari forfait, l’ultimo questa estate a Buttrio a causa della mia vacanza siciliana. Sono stati mesi tosti, 4 maratonine in 80 giorni e allenamenti duri, pensavo di staccare la spina per un po’ dall’agonismo.
Ma l’ultima mezza non è andata come avrei voluto e, a metà settimana, è iniziata a farsi sentire la voglia di rivalsa; inoltre non mi andava il pensiero di chiudere l’annata ed il KeepTheDreamAlive Tour con l’unica gara della stagione che non mi è riuscita. Venerdì ho provato delle ripetute da un chilometro un po’ perplesso: buoni tempi, pur senza la grinta e convinzione necessarie, soprattutto ottimi tempi nella fase di recupero tra una e l’altra; non malvagio, mi sono detto, ripromettendomi di decidere la domenica mattina sulle mie intenzioni.
Però la spinta a decidermi, guarda un po’, è arrivata dagli amici, che invece di starsene sul divano con birra e patatine (d’altronde pure loro hanno un’età) sabato pomeriggio/sera hanno corso nelle prime ore della manifestazione. Ha iniziato Roberto: proiezione di 13986. Ha proseguito Samuele: 13911. Ha chiuso in bellezza Nicola: 14030.
Sono andato a dormire più confuso che persuaso: che fare l’indomani mattina? Corsettina in relax per il centro di Udine, me la godo, saluti e grazie, oppure giù tutto alla morte un’altra volta ancora con la consapevolezza che molto probabilmente non sarebbe comunque bastato a tenere testa ai ragazzacci?
La seconda opzione sarebbe stata l’unica compatibile con lo spirito del Tour, la prima sarebbe stata la più facile.
Domenica mattina, con Andrea, riscaldamento veloce per metterci alla partenza davanti al migliaio di persone che avrebbero corso/camminato con noi: decisione presa facilmente, quando sei lì a contare i minuti che mancano al via… si parte a tutta.
Sono partito deciso praticamente in prima fila, dopo nemmeno centro metri Andrea mi ha superato e pian piano si è allontanato. Molto bello il percorso che ho ammirato nel primo giro, prima metà complessivamente in salita con due tratti in pavè ed un’inversione a U, seconda parte da via Mercatovecchio fino al traguardo in leggera discesa, in una Udine libera dalle auto. Finito il primo giro solito pensiero: “sono partito troppo forte”. Sapevo di dover fare 6 giri nel minor tempo possibile, già mi sentivo con l’acqua alla gola. Nel secondo giro abbiamo iniziato a superare chi camminava, ho avuto la fortuna di tenere l’ultima posizione in un gruppetto di runner che mi hanno aperto la breccia: un paio di loro urlavano per chiedere strada, ho potuto risparmiare il fiato per la corsa.
Andrea era stabile davanti a me una ventina di secondi, la sua corsa vista da dietro sembrava molto facile, ma stava andando veramente forte per essere là.
Secondo giro più lento ed io ancora più stanco, ho cercato con fatica di tenere il ritmo a sensazione, senza guardare il GPS. Intanto stavo avvicinando Andrea: terminata la salita era di poco davanti a me assieme ad un altro runner che lo tirava, con difficoltà lo ho raggiunto e superato verso il terzo passaggio, sentendolo agganciato a me per più di qualche metro. A fine piazza ho superato anche l’altro runner che tirava e ho proseguito con il mio ritmo, cercando sorpassi arditi pur di correre il più a sinistra possibile. 29 minuti a metà gara, ero in difficoltà, sapevo che non avrei potuto replicare questo tempo nella seconda metà, però venendo dalle mezze maratone ho pensato che, in fondo, 58 minuti sono una sciocchezza.
Nonostante questo pensiero dura tenere nel quarto giro con dignità, ci ho provato senza sapere come stesse andando; nel quinto, dopo aver sofferto la parte in salita, ho cercato di reagire nella seconda parte sapendo che nell’ultimo giro le energie sarebbero uscite da sole come sempre o quasi. E così l’ultimo giro ho dato tutto ed anche di più, pensando ai miei cari amici ed allo spirito di questa splendida annata: ho tenuto a denti stretti in salita, una volta arrivato all’inizio di via Mercatovecchio mi è apparso il cartello dai box in stile “Push Mika, push” con tanto di semaforo verde e ho tirato fuori tutto quello che avevo e anche di più, alla fine del rettilineo ho temuto di non averne più, ho pensato: “cosa avrà fatto Samuele in questo punto?” e ho spinto ancora di più, fino al traguardo…
Il resto è una mano congelata per dieci minuti dopo la corsa, il ricongiungimento con Andrea veramente bravo ed in salute grazie anche al fisioterapista ed il rientro a casa dopo aver gustato un paio di fette di gubana, graditissime.
Al PC vengo a sapere del mio risultato: 13994 metri, penso al rallentamento dovuto a quel sorpasso alle tipe che camminavano belle larghe, 6 metri sono 2 secondi… imprecazione. Poi mi consolo pensando che era dal 2013 che non andavo così veloce… soddisfazione totale. Bravissimo Andrea, proiezione di 13644, complimenti anche a Maurizio e Dimitri F che hanno corso nelle ore notturne, oltre che all’organizzatrice Debora.
Ora il Tour è veramente finito, l’amarezza di Palmanova cancellata: rimane il sapore dolce della gubana e di questa appagante domenica mattina. Oltre che dello strudel di Andrea della domenica pomeriggio, ma questo è un altro discorso…

Dimitri

Ho corso la mia prima maratona a Venezia nel 1998 e continuo a correre nel 2026. Ho ideato e curato il sito "Only Top Runners" nel 2005 parlando delle corse mie e dei miei amici; nel 2013 il sito è diventato un blog. Ho corso in totale 11 maratone, 61 mezze maratone ed una 30 km.

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