maratona

Venicemarathon

IMG-20151025-WA0004“Aiuto”. Alzo gli occhi, il runner che sta davanti a me, qui sul ponte dopo gli spogliatoi, dove abbiamo trovato il nostro angolino per cambiarci e riprenderci, sembra guardare il vuoto.
“Hai bisogno di qualcosa?” gli chiedo.
“Aiuto”.
Entro abbastanza in panico, comincio ad urlare: “Un dottore, chiamate un dottore!” Urla anche qualcuno vicino a me, qualcuno corre a chiamare verso gli spogliatoi, prendo Edoardo da dietro e lo faccio sedere. Che fare?
“Stai tranquillo, sta arrivando un dottore” ma sono il primo a non essere per nulla tranquillo. Sono velocissimi, dopo un minuto un paio di medici sono lì, Edoardo mi aveva sussurrato di vedere tutto fusco ma a loro dice di sentirsi già un po’ meglio… lo portano via per accertamenti, prima di andarsene si gira, mi guarda negli occhi fisso e mi dice “Grazie”. In quel momento ho pensato che era proprio quello il motivo della mia presenza a Venezia quel giorno, ricorderò il suo sguardo. In bocca al lupo, sono sicuro che tutto è a posto.
La parte agonistica della maratona è durata troppo poco: dopo 15 km con i pacers delle 3h30′, tranquillo sui miei ritmi, ho avuto un problema fisico che non ho voglia di approfondire adesso. Ho cercato di far passare il momento, al ventesimo mi sono fermato, e da lì in poi non sono più riuscito a corre più di 1-2 km consecutivi, dovendo inframezzare la corsa con la camminata.
Ho deciso di finirla, non mi sono soffermato sul senso di quella sofferenza perchè non sarei riuscito a rispondermi. La risposta l’ho avuta al 41°km: per la prima volta ho corso dentro piazza San Marco, è stato un momento unico, un’emozione molto forte, anche se non sono arrivato alle lacrime come mi ha confessato di aver fatto Gianluca. E poi il traguardo nonostante tutto tagliato, per la decima volta.
Mai più Venicemarathon: tra dolori lancinanti alla spalla, ritiri per coliche addominali, crisi energetiche precoci e tachicardia ne ho passate veramente troppe qui. L’idea che mi sono fatto è che il mio fisico non è compatibile con queste condizioni di smog e umido: un maratoneta si aspetta di dover convivere con la crisi energetica, non con tutto il resto, soprattutto se gli allenamenti sono stati proficui; con la maratona non finisce invece qui: ho ritrovato fiducia con i lunghi fatti questo autunno, la distanza non mi spaventa come negli anni scorsi. Adesso è il caso di guardare avanti con ancora più determinazione.
Grazie a Maurizio, Gianluca, Andrea per la loro splendida compagnia. E alla fine, nonostante tutto, siamo arrivati tutti e quattro.

Dimitri

Ho corso la mia prima maratona a Venezia nel 1998 e continuo a correre nel 2026. Ho ideato e curato il sito "Only Top Runners" nel 2005 parlando delle corse mie e dei miei amici; nel 2013 il sito è diventato un blog. Ho corso in totale 11 maratone, 61 mezze maratone ed una 30 km.

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