Moonlight Half Marathon 2015
Sto tremando di freddo, cercando l’asciugamano in auto al traguardo. Il runner si avvicina a me, mi guarda negli occhi fisso. Lo guardo fisso, cosa vuole? Continua a fissarmi ed a camminare nella mia direzione.
“Datti un voto”.
Lo guardo fisso senza dire nulla. Penso. Lui continua a camminare, ormai mi ha superato.
“Cinque e mezzo”.
La mia risposta lo fa girare, sembra incuriosito dal voto.
“Sei deluso?”
“Ho finito le energie troppo presto”.
“Ti sei sopravvalutato?”
“No, ogni gara ha la sua storia”.
E se ne va, sempre senza salutare. Dialogo tra sconosciuti.
Sono seduto al traguardo, sfinito, non mi distendo per un minimo di decenza, ma lo farei volentieri. Il “solito” vuoto di energie. Non sto pensando a niente, non sto analizzando la gara, non la sto giudicando. Riesco ad alzarmi dopo un paio di minuti, veloce verso la zona ristoro, due bicchieri di tè caldo, due manciate piene di biscotti al miele che sembrano appena usciti dalla pasticceria. Una bontà. O è solo il vuoto di energie che me li fa sembrare così speciali? 1h34’03” al traguardo, speravo meglio, ma sapevo di rischiare.
Quindicesimo km, questa nuova ciclabile non mi piace, sto soffrendo e si prospetta un’ultima mezzora dura, molto dura. Facile dire che dovevo partire più piano, ci ho provato. Non devo crollare come l’anno scorso, vediamo di limitare i danni. Forza, forza.
Settimo km, devo rallentare un po’, le gambe vanno, le energie ci sono ma fino a quando? Il ricordo dell’anno scorso mi riaffiora in testa, anche nel 2014 sono partito a razzo come oggi e l’avevo pagata molto duramente, è stata l’ultima gara che ho sbagliato, dobbiamo ripeterla proprio oggi? Cerco di scacciare questo pensiero molto forte, è difficile. Rallento un po’, tengo un buon ritmo costante per qualche km.
Ci siamo partiti. Un fiume di gente, in quattromila. Sono davanti, ma non troppo. Primo km in confusione totale, occhio a questo, occhio a quello. Sorpasso, mi sorpassano. Non vedo il tempo al primo km, credo di averlo fatto troppo lento. Inconsciamente mi metto a spingere, secondo in 4’09”. Cavoli, troppo veloce, questa la pagherò. Non riesco a rallentare troppo, siamo in ballo e balliamo, proviamoci. Vada come vada. E si che mi ero raccomandato prudenza. Dimitri, te lo ricordi l’anno scorso? Non pensiamoci, proviamo, spingiamo.
Pronti per partire, ho fatto quello che dovevo. Serata fresca, un po’ di vento trasversale, tempo ottimo per correre. Con queste condizioni ci devo provare. Non so come andrà, è un rischio, ma devo provarci. Sbadiglio, sono stanco già in partenza. Sveglia alle 5 per lavoro, alle 19.30 si parte, pochi momenti durante la giornata per riposare, tutto di corsa per essere qua adesso. Non è il miglior viatico, ma che ci posso fare? Proviamoci. (photo by duopropit)
